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Il culto mariano in Aspromonte

Visitare l'Aspromonte alla scoperta dei suoi gioielli rinascimentali è un modo singolare per carpire il fascino dell'area naturale protetta più a Sud dell'Europa continentale. Con il suo ventaglio di dorsali che lambiscono il mare, l'Aspromonte disegna sullo Jonio e il Tirreno una penisola nella Penisola, da sempre punto di incontro di culture diverse. Testimonianze di un passato antichissimo sopravvivono ancora oggi nei culti mariani, praticati attraverso riti, preghiere, pellegrinaggi, danze e canti popolari che uniscono la fede alla gioia, la spiritualità alla bellezza delle sculture rinascimentali dedicate alla Madonna. Figli della stagione più celebrata della storia dell'arte, questi capolavori di marmo raccontano di apparizioni, di miracoli, di intere comunità devote alla Vergine. Le origini del culto marino si perdono nella notte dei tempi, incarnandosi nella venerazione alla terra e alla fertilità della "Montagna", nome con cui da sempre i calabresi sono soliti chiamare l'Aspromonte, volendo alludere alla montagna per antonomasia. Dispensatrice di vita questa immensa cattedrale geologica, protesa al centro del Mediterraneo, finì nel tempo per essere identificata con la madre per eccellenza: la Madonna. Non è quindi un caso se il culto più sentito in tutto l'Aspromonte sia proprio quello intitolato della Madonna della Montagna, del santuario di Polsi, ubicato nel ventre della grande vetta calabrese.
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